DI GIOSUE’ TEDESCHI
Sta Rosa Ricci ha già rotto tre quarti di… mare.
Nella terza stagione la guerra tra le due famiglie, alla Montecchi e Capuleti, continua anche dentro l’IPM. Non si ferma l’odio con quattro muri. Effettivamente si fermano molte poche cose con quattro muri.
Per la terza stagione ho deciso di scrivere un articolo a parte perché ormai si è così tanto presi dai personaggi che diventa veramente difficile fare un discorso generale sulla serie evitando riferimenti specifici e spoiler esagerati. Le considerazioni generali sulla serie sono dunque nell’articolo su prima e seconda stagione, qui troverai alcune riflessioni personali e spoiler sulla terza. Se, per qualche strano motivo, non l’hai ancora vista, non è il caso di continuare la lettura.
Inizia il corso per pizzaioli. Non si poteva fare a meno di un corso per pizzaioli, lo aspettavamo fin dal primo episodio e non lo sapevamo.
E come ogni cosa succeda là dentro all’IPM sia un’occasione per farne accadere altre. Facciamo scappare qualcuno, ammazziamo qualcun altro. Quando c’hai così tanto tempo libero per forza provi a far succedere qualcosa. Una bella descrizione delle pizze però.
Nuovo idolo anche Pino per cui “l’amore vince su tutto”, nuovo motto imprescindibile. Bellino Pino che decide che “l’amore vince su tutto” e poi basa tutto il resto della sua vita su questa singola cosa. Forse è naturale per gli umani voler condividere un bel sentimento quando ti capita.
La vendetta non è la scelta giusta. … Non fa parte dell’amicizia.
Pirucchio
Interessante il rapporto, di amicizia o odio che sia, tra Rosa Ricci e Viola. Finalmente, Viola era l’unico personaggio a cui mancava una controparte.

Purtroppo poi ho proceduto a imbarazzarmi non poco per la cosa tra Carmine e Rosa. Non ha avuto alcun senso, almeno fino al decimo episodio, se non quello di fare i Romeo e Giulietta dei poveri.
Al contrario sostengo appieno Pino e Kubra, davvero una delle sottotrame più romantiche. Una di quelle che ti fanno sperare che nulla di brutto succeda tra loro.
C piac assj pure il nuovo Carmine riformato. Ha scelto da che parte stare e questo gli dà una sicurezza sconvolgente. Dopo aver superato o meglio, interiorizzato, Nina, è una persona completamente diversa. Quasi da un episodio all’altro non lo riconosci più. Mi piace perché ha messo da parte tutto quello che doveva per concentrarsi sulla vita e nient’altro. La vita quella bella, quella da vivere, quella con i sentimenti e le persone.
Hai creduto davvero che Pirucchio potesse uscire e fare una vita tranquilla? Io no. Era anche andato a togliersi il tatuaggio. Bella scena ma ovviamente non è scappato dalla sua vita, è solo uscito dall’IPM. Nessuno esce dal sistema senza pagare un prezzo. E infatti non ha potuto stare per i fatti suoi, però voleva. È abbastanza? Spero di sì.
La backstory di Kubra non è neanche male. Un po’ triste, ma ce la si fa a sopportarla. Certo che fare le famiglie è sempre difficile.
Date ascolto a Pinuccio vostro, la vera arte, è saper guardare in faccia la realtà.
Ecco, se vogliamo trovare un tratto distintivo di questa terza stagione, potremmo dire che è quella in cui viene approfondito il rapporto dei personaggi con le loro famiglie. Oltre l’altro tratto distintivissimo di ciò che fa Rosa Ricci a Viola con la caffettiera. Grazie Rosa, hai dato soddisfazione a tutti. La vicenda di Viola purtroppo non è triste affatto. È una psicopatica non trattata, tutto qui. Ci ho anche provato a cercarlo ma proprio non c’è dispiacere per la sua sorte.
Le musiche anche in questa terza stagione non deludono. Però se posso fare una richiesta avrei gradito i titoli degli episodi in napoletano.
Chi delude è invece quella seppia di Gemma. Non la si sopporta più. Uno dei molluschi più molli che esistano. Passa da un tipo all’altro senza un criterio, solo cercando un po’ d’amore come se ne andasse della sua vita.
La parte buona della storia di Gemma è che mostra come per situazioni diverse a un personaggio capitino, da fonti diverse, sempre le stesse cose. In un certo senso se l’è cercata, se l’è scelta. Cioè persone che non si conoscono tra di loro trattano lo stesso personaggio nello stesso modo. Ecco come si forma la vita. Non è fantastico?

Filippo e Naditza da che erano pressoché protagonisti sono diventati una bella side story. Di quelle che, boh le porti avanti, ma in realtà sono già concluse. Sinceramente sembra proprio che Filippo si sia reso conto di vivere in una serie tv che è meglio della sua vita normale e mo’ non la vuole più lasciare, e quindi fa di tutto per non tornare a Milano a farsi i fatti suoi. Nella terza stagione abbiamo anche un po’ di lore di Silvia ma anche lì sembra già abbastanza conclusa la cosa. Salvo riprenderla poi in una ipotetica quarta stagione.
Poi entrano Cucciolo, Micciarella, Dobermann, la nuova educatrice, la tipa senza nome alla fine, un sacco di nuovi personaggi che per forza di cose non hai tempo di raccontare tutti in una sola stagione. E quindi stanno praticamente preparando il terreno per la quarta. Non che mi lamenti della quarta stagione, però possono migliorare nell’introduzione dei personaggi, credo. Così sembrano un po’ calati dall’alto. Anche se forse è un effetto voluto – d’altro canto quando stai in carcere hai così poche libertà che un po’ tutto quello che succede risulta, in un modo o nell’altro, calato dall’alto.
Fanno però in tempo a raccontarci di Milos e Cucciolo. Si riesce a parlare dell’amore omosessuale senza stereotiparlo, finalmente.
I nun mu perdonass maj se tu pe paur e morì rinunciass a vivr.
E sul finale di stagione ce la tirano coi secchi sui sentimenti.
Bella la visione di Cardiotrap dell’amore, si vede che ci ha riflettuto un po’. Carmine che impara a comunicare i suoi sentimenti è la cosa più bella di sempre. Un cambiamento, quello di Carmine, totale. Hanno fatto un ottimo lavoro sia a scrivere il personaggio che lui a interpretarlo.
Poi Filippo se ne va. Certo è difficile lasciare un luogo dove hai passato così tanto tempo – ma magari è solo perché non hai una progettualità per quando esci.
Così la terza stagione si conclude con ancora più domande che risposte, preparando un terreno fertile per la quarta.
Spero di riuscire a guardarla quando esce, questa volta.
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