È un aereo?, è un uccello?, no; è un pipistrello!

DI SIMONE MASCARELLO

In occasione dell’anniversario della grande pellicola targata Francis Ford Coppola (Dracula di Bram Stoker, data in sala nel 1992 che oggi compie 34 anni) tratta dall’omonimo romanzo pubblicato nel 1897 che oggi compie 129 anni, oggi vi presento uno dei mammiferi più particolari della Terra: il pipistrello vampiro comune. Nonostante il nome possa far pensare a una creatura da film horror, questo animale è reale.

È una specie legata principalmente alle regioni calde del continente americano. Vive in America centrale e meridionale, dal Messico fino a diverse zone dell’Argentina e del Cile settentrionale. Si può trovare in ambienti molto diversi tra loro:

– foreste tropicali o subtropicali, dove può ripararsi in cavità naturali;

– zone aride e boscaglie, purché le condizioni siano adatte;

– aree agricole e pascoli, dove il paesaggio è stato modificato dall’uomo;

– grotte e cavità rocciose, che offrono riparo durante il giorno;

– e rifugi alternativi come alberi cavi, vecchie miniere, pozzi e edifici abbandonati.

Misura 7-9 cm di lunghezza, con un’apertura alare di 32-40 cm e un peso di circa 25-40 g. È la più conosciuta tra le uniche 3 specie viventi di pipistrelli vampiri note. Il suo aspetto presenta una pelliccia generalmente marrone scuro con un po’ di grigio, e un marroncino più chiaro nella parte del ventre, un muso corto e appiattito a forma di U, orecchie appuntite, occhi piccoli, incisivi superiori molto affilati e sviluppati oltre ai canini molto evidenti, e pollici lunghi dotati di artigli usati per arrampicarsi e muoversi meglio a terra. Come tutti i pipistrelli può volare grazie a una membrana elastica costituita da pelle, muscoli, e tessuti connettivi, sostenuta dalle dita allungate degli arti anteriori.

Sul terreno è molto più abile di quanto ci si aspetterebbe da un pipistrello; può camminare con tutti e 4 gli arti, correre per brevi tratti, saltare e balzare rapidamente, arrampicarsi su corpi e superfici irregolari e decollare da terra grazie alla forza degli arti posteriori e dei pollici. Queste capacità lo distinguono da molti altri pipistrelli, in quanto le altre specie sono molto meno efficaci nello spostarsi a terra. 

Trascorre la maggior parte del giorno nel suo rifugio, essendo prevalentemente notturno le sue attività si concentrano spesso nelle ore dopo il tramonto. Per orientarsi utilizza la vista per distinguere forme e ostacoli, l’udito per percepire l’ambiente circostante, l’olfatto per riconoscere l’habitat e gli altri individui, e l’ecolocalizzazione: cos’è l’ecolocalizzazione? È una capacità di rilevamento naturale che permette ad alcuni animali di capire dove si trovano gli oggetti intorno a loro usando i suoni, ma non è come un radar; il pipistrello emette un suono, o un verso acuto, il suono rimbalza contro gli oggetti e torna indietro sotto forma di eco, il pipistrello ascolta l’eco e capisce dove si trovano gli oggetti, quanto sono lontani e, in alcuni casi quanto sono grandi, e si rivela particolarmente utile quando c’è poca luce. 

È un animale sociale, le sue colonie possono comprendere da poche decine a centinaia di individui, e in alcuni casi diverse migliaia. All’interno di questi gruppi esistono relazioni durature, specialmente tra femmine, e tra madri e piccoli. In molte colonie si osservano gruppi di femmine con i piccoli, alcuni maschi associati a questi gruppi, e alcuni maschi solitari in rifugi separati (non tutte le colonie seguono questo modello, la struttura varia dalla popolazione studiata e secondo l’ambiente). Le ricerche indicano che sviluppano relazioni individuali e mantengono associazioni sociali nel tempo ma non è detto che le femmine continueranno a frequentare gli stessi compagni quando cambieranno rifugio. L’”allogrooming” è una pulizia reciproca del pelo che, oltre a migliorare l’igiene, contribuisce a mantenere i legami sociali e la cooperazione. La cooperazione reciproca è una delle caratteristiche più studiate di questa specie; alcuni individui aiutano altri membri della colonia in difficoltà, e gli aiuti possono essere ricambiati nel tempo. 

La riproduzione è relativamente lenta per un mammifero così piccolo, infatti può avvenire durante tutto l’anno. La gestazione dura 7 mesi, viene concepito un esemplare a parto con una probabilità poco comune di avere dei gemelli, le cure parentali sono prettamente materne, e il piccolo acquisisce l’indipendenza nei primi mesi. La stagionalità delle nascite può cambiare da una regione all’altra, il clima e le condizioni ambientali influenzano i periodi in cui si osservano più gravidanze. Alla nascita il piccolo è relativamente ben sviluppato, durante le prime settimane cresce rapidamente, comincia gradualmente a esplorare l’ambiente e a sviluppare le capacità necessarie a diventare indipendente. La longevità varia in base alle condizioni dell’ambiente e dell’individuo, in natura vive circa 9-12 anni, con casi eccezionali riportati da uno studio condotto in Argentina di individui di 16-17 anni; in cattività invece sono stati documentati individui che hanno vissuto quasi fino a 20 anni. 

È pericoloso per l’uomo? Di norma questo essere evita il contatto diretto con l’uomo, tuttavia è una delle specie di pipistrelli coinvolte nella trasmissione della rabbia in America Latina; la rabbia è una grave malattia virale che può colpire i mammiferi, compresi gli umani, il rischio è legato soprattutto al contatto con animali infetti e alla trasmissione tramite morsi o saliva. Se si incontra un pipistrello a terra o in difficoltà è meglio non toccarlo, in caso sospetto di morso o contatto con la saliva lavare subito la zona interessata e richiedere immediatamente assistenza medica. Con ciò non si intende dire che tutti gli esemplari di questa specie siano infetti o che tutti i pipistrelli siano pericolosi.

È uno dei mammiferi più specializzati dal punto di vista alimentare, a differenza della maggior parte dei pipistrelli che si nutrono di insetti, frutta, nettare, o piccoli animali, lui si nutre esclusivamente di sangue. Il sangue tuttavia pur essendo nutriente è molto sbilanciato, contiene molta acqua e proteine, ma relativamente pochi grassi, zuccheri, e alcune vitamine; quindi il pipistrello ha sviluppato adattamenti anatomici, digestivi, renali e genetici che gli permettono di sopravvivere con questa dieta. I suoi reni ad esempio sono specializzati nell’eliminare rapidamente una quantità considerevole di acqua in eccesso attraverso l’urina dopo i pasti.

Le sue prede più comuni sono bovini, cavalli, maiali, capre e altri mammiferi anche selvatici purché siano accessibili, e se ci sono le condizioni può nutrirsi anche di uccelli. Questa creatura non si nutre come viene mostrato nei film. Questi sono i passaggi che caratterizzano il suo modus agendi quando si nutre:

– utilizza i suoi sensi per localizzare zone favorevoli all’alimentazione;

– sfrutta la sua agilità sul terreno per avvicinarsi con cautela;

– utilizza i suoi denti anteriori specializzati nell’aprire una piccola ferita superficiale nella pelle;

– lecca il sangue che fuoriesce dalla piccola ferita, la saliva contiene sostanze che ostacolano la coagulazione facilitando l’alimentazione;

– in seguito si allontana per digerire.

Un singolo morso durante il nutrimento non causa la morte di un animale adulto e sano, tuttavia attacchi ripetuti possono indebolire un animale giovane o già in cattive condizioni. Il morso provoca infezioni e può trasmettere la rabbia, presentando un problema per il bestiame e a volte per le persone. Ricordo che un qualsiasi contatto sospetto con questo animale richiede una valutazione medica tempestiva. La quantità di sangue ingerito varia con la taglia dell’animale, le condizioni individuali, e quelle dell’alimentazione. Consuma in genere circa 15–20 millilitri di sangue per pasto, una quantità pari a circa uno o due cucchiai, un pasto notevole rispetto al suo peso corporeo, può bere per circa 20–30 minuti in una singola sessione. Può arrivare a ingerire sangue pari al 50–100% del proprio peso corporeo, un pipistrello che pesa 30 grammi per esempio può assumere circa 15–30 ml di sangue. In studi su esemplari in cattività, il consumo medio giornaliero è risultato intorno a 15–20 ml. 

Riguardo alle componenti nutrizionali si può dire che: 

– l’acqua è la componente quantitativamente dominante che deve essere eliminata in parte e in fretta;

– le proteine forniscono aminoacidi necessari al mantenimento dei tessuti;

– il ferro è indispensabile per molti processi biologici, ma in quantità eccessive può essere tossico;

– i grassi sono relativamente scarsi rispetto a molte diete di mammiferi;

– i carboidrati sono presenti in quantità molto basse;

– il sangue non contiene tutti i micronutrienti nelle proporzioni necessarie per una dieta equilibrata di un mammifero. Il pipistrello deve dunque compensare queste limitazioni attraverso adattamenti metabolici e fisiologici.

Miti e leggende 

Circolano numerosi luoghi comuni errati a proposito del pipistrello:

  1. ha ispirato Dracula: questo mito è in parte falso; le leggende europee sui vampiri esistevano già prima che gli europei conoscessero questi pipistrelli. Il nome “vampiro” fu applicato all’animale per la sua alimentazione e non il contrario; Dracula appartiene alla tradizione letteraria e folkloristica, e non alla biologia.
  2. è cieco: falso; i pipistrelli non sono tutti ciechi, il vampiro comune è tra quelli che può contare anche sulla vista classica.
  3. i piccoli bevono sangue appena nascono: falso; i piccoli come gli altri mammiferi si nutrono del latte materno, passano al sangue in modo graduale.
  4. tutti i pipistrelli che vivono nelle grotte sono pericolosi: le grotte ospitano molte specie con abitudini differenti, non è scontato che siano vampiri.
  5. è un messaggero della morte: in alcune tradizioni i pipistrelli sono stati associati alla sfortuna, ai cimiteri e agli spiriti; ma questa associazione deriva dai luoghi bui dove vanno a rifugiarsi.
  6. è un essere malvagio: “malvagio” è un giudizio umano, non una caratteristica biologica; il fatto che si nutra di sangue non lo rende malvagio, cerca solo di sopravvivere nell’unico modo che conosce, con una dieta che nel tempo lo ha obbligato ad adattare il suo organismo.

Folklore
Passiamo ora a parlare del folklore:

1) Kamazotz, il dio-pipistrello dei Maya: nella mitologia dei Maya compare Kamazotz, il cosiddetto “pipistrello della morte”. Nel Popol Vuh, il celebre racconto sacro dei Maya K’iche’, gli eroi gemelli Hunahpu e Xbalanque affrontano una serie di prove nel mondo sotterraneo di Xibalba (regno sotterraneo dei morti); una di queste si svolge nella “casa dei pipistrelli”, un luogo popolato da creature terrificanti. I gemelli si addormentarono nella casa e Kamazotz attaccò i gemelli decapitando Hunahpu, ma nonostante tutto Xbalanque trovò il modo di aiutare il fratello e continuare la lotta contro gli dei degli inferi. Nella storia Kamazotz rappresenta il pericolo, la notte oscura, e la morte, mentre i gemelli simboleggiano il coraggio, e l’astuzia di fronte alle avversità.

2) il pipistrello che diede origine alla vita: nel folklore del Costa Rica un pipistrello vampiro beve il sangue di un giovane giaguaro; da quel sangue carico di forza vitale, nasce la vegetazione e la terra diventa fertile. In questa versione il sangue non rappresenta solo la morte, il sangue è anche la sostanza che permette alla vita di continuare. In contrapposizione alla cultura europea, qui il pipistrello è una figura ambigua che collega la distruzione alla rinascita. Questo racconto è riportato in studi sulla cultura dei pipistrelli, non è una leggenda con una sola versione universalmente riconosciuta.

3) il pipistrello e la pianta di tabacco: secondo un racconto del folklore brasiliano, la pianta del tabacco apparteneva ai pipistrelli vampiro. La tradizione dice che chi avesse mancato di rispetto alla pianta si sarebbe trasformato in una lontra. 

Spero che questo episodio speciale dello stormo vi sia piaciuto; non mi rimane altro da fare se non augurare a tutti voi un felice e tenebroso Halloween!!!

Vuoi leggere gli altri capitoli de “Lo Stormo”? Allora pigia qui!!!

Vuoi visionare un contenuto video che parla di volatili? Allora premi qui!!!

Vuoi vedere l’altra rubrica del nostro Vicedirettore? Allora clicca qui!!!

Mercuzio and Friends è un collettivo indipendente con sede a Torino.

Un gruppo di studiosi e appassionati di cinema, teatro, discipline artistiche e letterarie, intenzionati a creare uno spazio libero e stimolante per tutti i curiosi.

Scopri di più →

GO TO TOP