DI PAMELA ALLKOCI
È un normale martedì sera, sei già nel letto, e come di consuetudine ti sporgi verso il comodino per afferrare il libro che stai leggendo da ormai un mese. Il libro ti piace, ma è troppo lungo e hai poco tempo, in più la tua impazienza ti porta a bramarne la fine. Ti penti amaramente di aver scelto proprio un libro di 900 pagine, perché hai lavorato o studiato tutto il giorno e vorresti qualcosa di breve, che vada dritto al punto, ma non scontato (sia mai che la tua reputazione da lettore impegnato se ne vada a quel paese).
Se ti sei rivisto nella descrizione, benvenut* nel club dei “lettori pigri ma pretenziosi”, ed ecco 4 libri che fanno per te.
- Le notti bianche – Fëdor Dostoevskij

Cominciamo con uno dei racconti più conosciuti di Dostoevskij. Siamo abituati ad accostare lo scrittore ai “grandi mattoni russi” e in parte è vero, ma questo breve racconto, che conta circa 100 pagine, non è da meno. Siamo nella San Pietroburgo presumibilmente di metà Ottocento (la data e l’epoca non vengono specificate) durante un particolare periodo dell’anno ovvero quello delle “notti bianche”, quando il sole tramonta dopo le 22. Il protagonista del racconto è il “sognatore” di cui non si saprà mai il nome, come a privarlo di una propria identità. È un giovane uomo sulla trentina, con un lavoro ordinario e una personalità introversa e indolente, il classico tipo che ai giorni nostri passerebbe i sabati sera a casa a giocare a Minecraft, ma siamo nella Russia dell’800 per cui, invece di costruire una realtà parallela nel mondo virtuale, si prodiga in contorti viaggi pindarici su un confine labile tra mondo reale e fantasia. Come quasi tutti i personaggi di Dostoevskij, odia sé stesso fino alla nausea ed è incapace di agire, tutto questo fino a quando durante una delle sue passeggiate notturne, sotto un eccentrico sole, incontra Nasten’ka, una giovane ragazza intraprendente e vivace. Inutile dire che da quel momento la vita del protagonista verrà sconvolta per 4 intere notti, tra incontri agognati e pippe mentali infinite, fino all’ultima notte che prenderà una svolta inaspettata. E tutto questo in poco meno di 100 pagine.
Sa hai delle tendenze depressive ne uscirai probabilmente più depresso di prima. Se sei felice diventerai depresso. In ogni caso è arrivato il momento di avvicinarsi alla letteratura russa, no?
- La boutique del mistero – Dino Buzzati

Tra le cose che più amo ci sono sicuramente le raccolte di racconti. Perfette per chi ha poco tempo ed una pessima memoria perché si tratta spesso di storie brevi ed autoconclusive.
La raccolta in questione conta ben 31 racconti presi da diverse opere dell’autore che di rado superano la decina di pagine. L’atmosfera in cui veniamo catapultati è onirica e surrealista, e ci ritroviamo senza volerlo in una fiera dell’assurdo. In questo Buzzati, si sa, è un maestro.
Ogni racconto è come una piccola perla nera che se aperta mostra al suo interno una variegata gamma di colori. Tra misteriosi eventi senza soluzione e continue domande senza risposte, troviamo anche qualche racconto estremamente poetico e cinico.
Insomma, la lettura ideale per chi ama riflettere guardando il mondo a testa in giù.
- Il vecchio che leggeva romanzi d’amore – Luis Sepùlveda

Questo è uno di quei libri dal titolo fuorviante. Ti aspetti un racconto romantico e un po’ malinconico ed ecco che ti ritrovi nel bel mezzo di un’avventura nella lontana foresta amazzonica, tra animali pericolosi e una flora selvaggia.
Il protagonista è Antonio José Bolívar Proaño, un uomo sulla sessantina, profondo conoscitore della foresta, ha vissuto per anni tra le popolazioni indigene, da cui ha appreso saggezza e conoscenza.
Vive in una piccola casetta di legno e passa il tempo in piedi di fronte ad un vecchio tavolo leggendo, per l’appunto, romanzi d’amore, procuratigli dal dentista del paesino in cui vive.
Tutto prosegue serenamente finché la presenza di un pericoloso felino, il tigrillo, comincia a lasciare una scia di sangue alle sue spalle. Comincia così l’avventura di Bolívar assieme ad un ristretto gruppo di aiutanti alla ricerca della pericolosa bestia, che lascerà tutti fino all’ultimo con il fiato sospeso.
Un racconto poco impegnativo ma profondo nella sua semplicità, una piccola favola per adulti che ci trasporta in un mondo lontano impregnato di magia e saggezza popolare.
- La metamorfosi – Franz Kafka


Ed eccoci con l’ultima delle quattro proposte. Tra le quattro sicuramente quella più azzardata in quanto, nonostante la sua brevità, è denso come il tungsteno. Un’allegoria di quanto la vita faccia schifo, scritta in maniera eccelsa e suggestiva. Immaginatevi di svegliarvi una mattina e ritrovarvi intrappolati nelle sembianze di un orribile scarafaggio, questo è proprio quello che succede al protagonista, Gregor Samsa, la cui vita verrà sconvolta in modo irreversibile.
Un viaggio nell’orrore in cui ogni parola, ogni frase, ogni segno di punteggiatura porta inevitabilmente ad una crescente angoscia. Raccontata così non sembra sicuramente una lettura invitante, ma posso assicurarvi che dopo aver letto questo racconto non sarete più gli stessi, qualcosa nel vostro modo di vedere il mondo nella sua ingiustizia cambierà nel bene o nel male.
La lettura non è soltanto un mezzo per evadere, ma anche per crescere ed approcciarsi continuamente a prospettive diverse.
Un piccolo viaggio nel mondo di un autore che ha fatto della sua sofferenza un’opera d’arte.






