Better Call Saul — Stagione 2: Il Bello Del Fare Il Male

DI ALBERTO GROMETTO

«Al mondo ci sono Lupi e Pecore, ragazzo. Lupi e Pecore. Decidi tu cosa vuoi diventare». 

Questa frase l’ha detta un imbroglione ad un ragazzino. L’imbroglione è entrato in un negozio e ha raccontato una balla al proprietario per scucirgli dei soldi. Il ragazzino, figlio del proprietario, lo capisce subito e dice al papà che quell’uomo lo sta fregando. Ma il padre, che sembra essere la personificazione del Bene nella sua forma più pura, gli dice che magari ha davvero bisogno di aiuto. E così si fa fregare. Prima di andarsene, in un momento in cui il padre non c’è, l’imbroglione dice al ragazzino quelle parole. Il ragazzino ci pensa un momento. Chiude la cassa. Riflette. La apre e prende dei soldi. Li ruba. 

Quel ragazzino è Saul Goodman. Prima di diventare Saul Goodman. Molto prima.

Chi ama, ha amato e amerà sempre e per sempre BREAKING BAD di quel folle genio rivoluzionario che è VINCE GILLIGAN, che non è una serie ma una delle più magistrali lezioni in fatto di SERIALITÀ, conosce sicuramente il nome di SAUL GOODMAN.

BrBa sta alla Serialità come forse solo i poemi omerici stanno alla Letteratura. Ma non siamo qui per parlare di quel capolavoro, altrimenti ci metteremmo tutto il giorno. E al momento non siamo qui nemmeno per parlare del Grande SG. 

Saul non è ancora Saul, ma Jimmy McGill, che poi sarebbe il suo vero nome. Però il suo vero io è Goodman, l’avvocato poca legge e molta stravaganza dalla parlantina svelta che saprebbe vendere ghiaccio agli eschimesi e sabbia ai beduini, l’uomo capace di aggirare e stravolgere qualsiasi tipo di regola a suo piacimento, colui che commette qualsiasi tipo di “azione non proprio legale” per arrivare dove vuole arrivare. 

In «BREAKING BAD» Saul Goodman, interpretato da quel mito leggendario d’attore che è BOB ODENKIRK, ha dimostrato di essere, oltre che uno dei più ironici e spassosi comici che esistano, pure il più mellifluo e ingannevole cialtrone in circolazione. Un lestofante, però, dal cuore d’oro. Trattasi alla fine di uno dei personaggi più positivi di quella serie: sì, certo, sa essere un perfetto maestro dell’imbroglio e del raggiro, ma alla fine è una brava persona. Ed è questo quello che ci racconta anche BCS, la serie spin-off incentrata su di lui e di cui ora commentiamo la seconda stagione.

James Morgan McGill è due cose, prima di qualsiasi altra: un manigoldo truffatore e un’anima buona. Sì, lui è entrambi. Qui sta l’eterno ossimoro e profondissima contraddizione alla base della sua persona. L’essere un rappresentante della Legge viene dopo. Che poi lui non è per niente un rappresentante della Legge. È anzi un miracolo che non sia ancora stato radiato dall’albo degli avvocati. Fondamentalmente la sua professione e la sua laurea in giurisprudenza sono pura casualità: suo fratello Charles detto “Chuck” è un avvocato, tra i più eminenti e potenti che ci siano. E così lo è diventato pure lui. Se suo fratello fosse stato chirurgo, state pur certi che anche il buon vecchio Jimmy sarebbe stato in sala operatoria tutti i giorni. È diventato avvocato per il fratello. Però anche qui, nel momento in cui andiamo ad analizzare le motivazioni della sua scelta, ecco il contraddittorio ossimoro. Lo ha fatto perché nutre una sincera stima affettuosa nei confronti del fratello che ammira spasmodicamente? Oppure, piuttosto, dato il grandissimo prestigio di cui gode Chuck in ambito legale, sperava di ottenere vantaggi e soddisfare ampiamente i propri tornaconti personali? La risposta sta nel mezzo: entrambe le cose. Jimmy è fatto così.

Ritengo necessario confrontarsi e fare i conti con una profonda ma dolorosa verità, che a molti sembra difficile da accettare: il mondo non è Bianco o Nero. Ma Grigio. Ciò che è sbagliato a volte è anche giusto. E ciò che è giusto talvolta è pure sbagliato. E se essere sé stessi significa sbagliare… è davvero così sbagliato? 

Il macchiavellico McGill è per «il fine giustifica i mezzi», sempre: se lui ha un obbiettivo in testa, non esita ad agire in qualsiasi modo pur di raggiungerlo. Il fatto è che l’obbiettivo quasi sempre è giusto ed onorevole. Riuscire a realizzarsi in un mondo soffocante e opprimente, difendere i deboli e gli indifesi, far sì che la donna di cui è innamorato abbia ciò che merita. Queste sono tutte buone cause. Ma per far sì che diventino realtà, lui non si fa problemi a commettere reati, infrangere le regole bypassandole, inquinare le prove e crearne di inesistenti, spararle più grosse che può (ah, in quello poi è un Maestro!), scavalcare legge ed etica e morale, falsificare meglio di un falsario di professione, attuare operazioni di sabotaggio… lui è per la strada facile, la scorciatoia, i metodi poco ortodossi che però servono al suo scopo. 

Il fratello lo considera un alcolista che non vuole ammettere di avere un problema con l’alcool. Che non capisce nemmeno di avere un problema con l’alcool. Se agendo in un certo modo si centra il bersaglio… qual è il problema?, si chiede Jimmy. Se per salvare un idiota che ha certamente infranto la legge e commesso dei crimini, ma che fondamentalmente è una brava persona, si ricorre alla menzogna e all’inganno inventandosi di sana pianta dei fatti mai accaduti… dove sta l’errore? L’errore viene fuori solo se ti beccano, no? «Ungere le ruote della giustizia», così dice lui. 

Contraffazione, frode, corruzione, inganno, raggiro, imbroglio, bugia, menzogna e un ambiguo opportunismo: queste sono tutte le armi a sua disposizione, che lui usa e in realtà prova pure piacere ad usare. È davvero così sbagliato provare a sfangarla usando qualsiasi mezzo? Essere bugiardi incalliti è una brutta cosa se alla fine ti porti a casa il risultato? Perché non va bene se per uscire dai guai e cavarti di impiccio, non ti fai scrupoli a fare tutto quel che serve? Mica fai del male a qualcuno, no? È qualcosa di così insano?

Secondo suo fratello Chuck, sì. Peggio che insano. Significa fare il Male. Ma allora perché tutti vogliono bene a Jimmy? Perché quegli adorabili vecchietti dei suoi assistiti pendono dalle sue labbra? Perché a tutti quanti sta subito simpatico e tutti quanti lo adorano? La risposta è semplice. Jimmy conosce tutti per nome, senza distinzioni, non importa se importante o meno, lui sa persino chi sia Gesualdo l’inserviente. Jimmy entra in una stanza e porta subito la luce. Jimmy ascolta il tuo problema e si fa in quattro per potertelo risolvere. Caro Chuck, mi spiace, rassegnati: tu sarai sicuramente un avvocato migliore di tuo fratello, conoscerai la Legge molto meglio di lui e tu certamente non infrangi le regole a differenza sua; ma lui sa dire le barzellette molto meglio di come potrai mai fare tu nella vita! 

Il fatto è che non c’è bisogno che io dica queste cose a Chuck. Chuck le sa già. E ci soffre, terribilmente. Jimmy è umano, nella sua accezione più calorosa. E in quanto tale commette sbagli, sbagli che Chuck ritiene inaccettabili. Però alla fine Jimmy è il figlio di cui il padre non sospetterebbe mai la colpevolezza, anche quando Chuck gli porta le prove evidenti dei continui furti perpetrati nel corso degli anni proprio ai danni del negozio di famiglia. È Jimmy che la madre, in fin di vita, vuole accanto al suo capezzale, anche se lui non c’è perché è andato a mangiare, mentre Chuck è rimasto lì accanto al suo letto tutto il tempo a piangere per lei. È Jimmy che fa ridere Rebecca, la moglie di Chuck, come lui non sarà mai in grado di fare. Jimmy è un essere umano dotato di un buon cuore. È davvero una brava persona. Chuck non so se lo sia. Ma di sicuro non ha la sua umanità. E non importa se ha sgobbato tutta la vita per raggiungere fama, successo e prestigio: l’impegno non c’entra niente, Jimmy ha quel qualcosa che lui non avrà mai e per il quale le persone se lo ricorderanno. 

Nessuno mette in dubbio la bontà del nostro protagonista. Ma torniamo alle parole con cui abbiamo cominciato questo pezzo. Jimmy la sua scelta l’ha presa. Ha scelto Lupo. È un lupo buono, certo. Un lupo che esita. Un lupo che ha dei dubbi. Un lupo che talvolta si sforza di non essere lupo. Ma rimane comunque un Lupo. Ha bisogno di fare le cose A MODO SUO, lo dice chiaramente. Deve essere lui il capo di sé stesso e poter fare come gli pare, decidere di utilizzare i suoi biechi trucchetti e i suoi metodi persuasori e le sue strade traverse alternative. Ci ha provato ad adeguarsi allo stile di vita degli altri, ma non essere sé stessi è quanto di più brutto possa esserci. Lui vuole essere sé stesso. Ed è pronto a cadere, a perdere la scommessa che fa, perché lui prende tutte le sue fiches e le punta su di lui. Ma deve essere Lui. E lui è un Lupo.

Davvero prendere le facili scorciatoie non paga? Davvero mentire e ingannare è sbagliato? Davvero fare il Male per ottenere il Bene… non va bene? Sì, sarà così. Però questa è la sua natura. E alla fine, comunque, fateci caso: è sempre la parte buona a fregare Jimmy, mai quella cattiva. E il giorno in cui se ne accorgerà pure lui, non ho idea di cosa il Lupo deciderà di fare.

Ti interessa leggere il confronto tra Saul Goodman e un altro truffatore della serialità televisiva? Allora guarda qua!

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