Don’t Move

DI NICOLO’ CIVERA

Abbiamo visionato sulla piattaforma Netflix il film Don’t Move, un film horror con protagonista una ragazza che sta per essere paralizzata da una dose di droga e che dovrà far di tutto per scappare prima che succeda, non un film per bambini sicuramente! Come attrice principale c’è Kelsey Asbille, che possiamo trovare nella serie TV Yellowstone, e subito dopo in ordine d’importanza abbiamo Finn Wittrock, un passato nella serie Ratched, e Moray Treadwell, non famoso tra il pubblico italiano ma con un passato in Pirati dei Caraibi del 2006. Alla regia troviamo T. J. Cimfel, che si era cimentato nell’horror anche con Intruders, il secondo regista di Don’t Move è Brian Netto, che aveva lavorato in un altro film horror, dal titolo Delivery. Il film che abbiamo visionato ha dei vaghi accenni horror, in realtà ci ha ricordato di più un thriller, a parte la trama, l’ambientazione non era così spaventosa e neanche le scene. Uno dei produttori del film è Sam Raimi, il mitico e plurinominato regista.

Nel film Kelsey Asbille, nel ruolo della ragazza che cerca di sopravvivere, ci è piaciuta molto, non è facile del resto stare quasi immobili per tutto quel tempo. Finn Wittrock invece ci è sembrato il classico attore che recita la parte senza aggiungere altra qualità. Per quanto riguarda il personaggio di Moray Treadwell, è piaciuta la sua bontà e determinazione. Le emozioni che ci ha suscitato il film sono state molte, tra preoccupazione e compassione per la vittima, e disprezzo e rabbia nei confronti del cattivo.

La regia è stata condotta in modo fluido senza particolari errori, ci sono state anche belle riprese della California, nelle prime scene (non è uno spoiler) per gli appassionati di giochi open-world sarà “riconoscibile” una parte di una mappa famosissima. Quella di GTA V! La maggior parte delle scene sono state girate in Bulgaria, anche a Sofia. Per quanto riguarda il trucco e parrucco entrambi i protagonisti ci sono sembrati troppo lindi e con vestiti troppo a posto per due che si rincorrevano, errore a cui ci siamo abituati, purtroppo, nei film degli ultimi anni. Il significato del film è la resilienza, ma intesa per come è davvero, non usata a caso come qualcuno ha fatto in questi anni. In conclusione il film è consigliato (tranne ai bambini), anche se dalla trama ci aspettavamo qualcosa di più, o forse è meglio così, visto che alcuni film vengono “abbandonati” a metà per il fatto di essere troppo “crudi”.

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