DI FRANCESCA SPINA
Benvenuti a “Le pergamene incantate di Francesca la Maga”: la magica rubrica che la più magica delle Mercuziane sceglie di dedicare alla magica meraviglia dell’incanto della creazione artistico-narrativa attraverso la quale si può partendo dal niente arrivare a creare, forgiare, portare in vita – come per mezzo di una magia – personaggi fantastici che prima esistevano solo nel suo immaginario e renderli veri, autentici, reali, tangibili, esistenti davanti ai nostri stessi increduli occhi… in che modo? Unendo l’Amore per lo Storytelling e la Narrativa all’Arte del confezionare illustrazioni realizzate interamente attraverso l’ausilio della tavoletta grafica e vere al 100% (NIENTE intelligenza artificiale in questo caso, ma solo tanto lavoro e tanto impegno e soprattutto tanta passione), la Magica Francesca la Maga rende quelle fiabe realtà e la realtà fiaba, recando nuova Bellezza in questo Mondo, il quale riteniamo abbia bisogno come non mai di essere più bello.

Nel regno sospeso tra le nuvole e le stelle, dove il tempo scorre al ritmo delle melodie celesti, viveva Lila, principessa delle fate del cielo. I suoi occhi riflettevano l’azzurro dell’etere, e il suo abito brillantinato, cucito con fili di luce lunare e ricami di petali incantati, ondeggiava come una sinfonia visiva. Le ali traslucide, ornate da polvere di stelle, la portavano leggera tra i giardini sospesi e le torri di cristallo. Sul capo, una corona cremisi pulsava con il battito del suo cuore, e al collo, un ciondolo a forma di rosa custodiva il potere dell’amore eterno.
Ogni notte, Lila vegliava sulla Rosa del Cielo, un fiore unico che sbocciava solo quando i mondi erano in armonia. La sua luce tenue manteneva l’equilibrio tra sogno e realtà, tra desiderio e destino. Ma un giorno, la Rosa svanì. Il cielo si oscurò, le stelle tacquero, e il regno cadde in un silenzio inquieto.
Lila, guidata da un richiamo antico, partì per un viaggio oltre i confini del tempo. Attraversò la Foresta delle Ombre Gentili, dove gli alberi parlavano in versi e le creature si nutrivano di ricordi. Incontrò Lunaris, un drago dormiente avvolto da nebbie di malinconia, che custodiva la Rosa nel suo sogno. Per risvegliarlo, Lila non usò la forza, ma raccontò una storia: la storia del suo popolo, della luce perduta, dell’amore che resiste anche quando tutto sembra svanire.
Il drago, commosso, aprì gli occhi. La Rosa tornò a fiorire, e con essa, il cielo si riempì di melodie brillanti. Lila tornò al suo regno, ma qualcosa era cambiato: non era più solo una principessa, era diventata Custode dell’Armonia, colei che aveva intrecciato il destino con la poesia.
Epilogo: “Il Giardino Ritrovato”
Nel giardino incantato, dove le stelle danzano tra le foglie e il vento canta in rime, Lila cammina ogni sera tra i petali della Rosa del Cielo. Le fate la seguono, i sogni la ricordano, e chiunque osi ascoltare il vento potrà udire il suo nome sussurrato tra le foglie: Lila, la Rosa del Cielo, la voce che ha ridato luce all’universo.
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