DI FRANCESCA SPINA
Benvenuti a “Le pergamene incantate di Francesca la Maga”: la magica rubrica che la più magica delle Mercuziane sceglie di dedicare alla magica meraviglia dell’incanto della creazione artistico-narrativa attraverso la quale si può partendo dal niente arrivare a creare, forgiare, portare in vita – come per mezzo di una magia – personaggi fantastici che prima esistevano solo nel suo immaginario e renderli veri, autentici, reali, tangibili, esistenti davanti ai nostri stessi increduli occhi… in che modo? Unendo l’Amore per lo Storytelling e la Narrativa all’Arte del confezionare illustrazioni realizzate interamente attraverso l’ausilio della tavoletta grafica e vere al 100% (NIENTE intelligenza artificiale in questo caso, ma solo tanto lavoro e tanto impegno e soprattutto tanta passione), la Magica Francesca la Maga rende quelle fiabe realtà e la realtà fiaba, recando nuova Bellezza in questo Mondo, il quale riteniamo abbia bisogno come non mai di essere più bello.

Nel silenzio della cripta, Lyra avanzava tra le candele tremolanti. Il suo abito di seta rossa scura rifletteva la luce come sangue antico, e ogni passo sembrava un rituale. Aveva giurato di non tornare mai più in quel luogo, ma il richiamo del grimorio sul tavolo, quello che conteneva il nome del suo vero padre, era troppo forte.
Dietro di lei, le ombre si muovevano come spettri curiosi. Il libro si aprì da solo, le pagine sfogliate da un vento che non esisteva. Lyra posò la mano sul testo e pronunciò la formula che aveva imparato da bambina, quando ancora credeva che la magia fosse solo un gioco.
Il pavimento tremò. Una voce, profonda e familiare, rispose dal buio:
“Figlia del sangue e della seta, sei pronta a reclamare ciò che ti spetta?”.
Lyra sorrise. La risposta era già scritta nei suoi occhi.
Epilogo
Da quella notte, la cripta non fu mai più silenziosa. Le candele non si spensero, e il libro rimase aperto, come in attesa.
Si dice che, nelle notti di luna rossa, una figura vestita di seta scura cammini tra le tombe, con lo sguardo fiero e la pelle illuminata dal riflesso delle fiamme.
Lyra non cercava più il suo passato, lo aveva riscritto.
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