DI LUCA GARNERO
La regola del silenzio.
Al pallido nascere di una sera di un giorno plumbeo
una giovane donna dal letto ostile
cinta da catene e dagli occhi vuoti come privati del vivo guizzo di vita
ormai divenuta scheletro di ombra pura ed indistinta
urla con voce fioca
“Noi qui oh voi auditori!,
in questo tristo manicomio
dobbiamo rispettare come religiosi di un convento la regola del silenzio
costituita da dogmi che nessun uomo, donna e bambino ha mai sinora contraddetto!
Regola Benedettina definirei
che neppure i medici e pochi tra noi possono dimenticare
giacché parte stessa delle fondamenta del Nosocomio
il silenzio della Ragione qualcheduno l’ha definita
composta da particelle, atomi indistinti ed ineffabili
che si insinuano fin nei recessi più profondi dell’anima
e fanno di noi creature apoumane
bestie che deambulano senza scopo lungo i corridoi dell’ospedale
che occhieggiano il visitatore ignaro
aspettandosi una parola
una sola!
E saranno salvati!
Solo io come eretica dei tempi andati
mi sono arrischiata a contravvenire ai suoi falsi precetti
ho baciato un uomo che mi piaceva!
Tanto, tanto!
Contrapponendo ad essa l’ Amore
ed adesso sono qui!
Su questo Letto!
A pagare per la mia insolenza!
Così la chiamano
io la chiamo vita!
Vita e vita
e solo questo mi fa essere un essere umano
qui!
Nel silenzio del Manicomio.
Se ami la Poesia, non potrai non voler leggere questo articolo!!!






