IL CINEMA DA SALVARE: Clerks — una videoteca di cinema

DI DAVIDE PISTARINO

Quando pensiamo a un regista che ha fatto della sua passione cinefila il proprio timbro artistico, spesso pensiamo giustamente a Quentin Tarantino. Ma se c’è un cineasta che ha fatto la stessa strada, questo è il meno noto e sottovalutato Kevin Smith, che nella sua filmografia ha creato un universo non poi così dissimile da quello di Tarantino. Smith esordisce nel 1994 con Clerks, lo stesso anno in cui esce nelle sale Pulp Fiction. Con Clerks crea il suo universo cinefilo, chiamato View Askewniverse, che oltre a Clerks e ai suoi due seguiti comprende anche film come Generazione X, Dogma, Jay & Silent Bob.

In Clerks compaiono personaggi che ritroveremo in altri film dell’universo di Kevin Smith, come Jay e Silent Bob. La fotografia in bianco e nero sembra ispirata ai film francesi della Nouvelle Vague.

Kevin Smith crea un universo cinematografico che, per certi versi, è molto simile a quello tarantiniano: diversi personaggi e luoghi ricorrono spesso nei suoi film, creando così un parallelismo tra racconti diversi.

Clerks – Commessi è il primo film uscito nel 1994 e poi divenuto una trilogia. È un classico film da cinefili: per molti versi racconta proprio la cinefilia, poiché uno dei due protagonisti lavora in un negozio di videonoleggio legato al cinema e insieme all’altro dimostra di avere una passione che, in un certo senso, ricorda quella dello stesso Tarantino.

(Un’immagine di “Clerks – Commessi”)

Kevin Smith esordisce negli anni ’90 proprio con Clerks, nello stesso periodo in cui a Hollywood emergevano cineasti quali Tarantino e Paul Thomas Anderson. È sempre stato un regista molto apprezzato da un pubblico cinefilo, spesso legato a una cultura nerd; tuttavia, il successo dei nomi precedentemente citati ne ha forse limitato una diffusione più ampia.

Forse, però, è stato meglio così: Smith è diventato uno dei maggiori esponenti del cinema indipendente americano, pur avendo lavorato anche con grandi attori come Matt Damon, Ben Affleck e Alan Rickman in Dogma. Questo è il film che ha dato il via all’universo creato da Smith, ricco di riferimenti alla cultura cinefila e nerd, come quelli a saghe quali Star Wars e Il Signore degli Anelli.

(Un’immagine di “Clerks II”)

L’abilità di Smith sta nel prendere un minimarket della provincia del New Jersey, luogo in cui i protagonisti vivono le loro storie, e trasformarlo in uno spazio narrativo significativo. Smith, come Tarantino, utilizza la sua passione cinefila per costruire storie radicalmente diverse da quelle del collega, ma che rappresentano comunque un omaggio al cinema e alla cultura nerd.

La trama della pellicola può sembrare, a prima vista, una storia demenziale tra due amici; tuttavia, le sceneggiature di Smith usano questi personaggi per raccontare la passione di molti cinefili, che si sviluppa proprio nei rapporti quotidiani e nei luoghi di lavoro come quelli rappresentati nel film.

Adesso veniamo alla domanda principale: perché Clerks merita di essere salvato? Quello di Kevin Smith non è un film che pretende di essere un capolavoro, e probabilmente non lo è, ma è una pellicola con cui il regista riesce a trasmettere, con leggerezza, la sua passione per il cinema e a omaggiare quei luoghi in cui questa passione nasce e si sviluppa, diventando per molti cinefili spazi quasi romantici.

(Un’immagine di “Clerks III”)

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