Perché andare a vedere «Killers Of The Flower Moon»?

DI ALBERTO GROMETTO

Martin Scorsese.
Leonardo DiCaprio.
Robert De Niro.

Basta. Non serve altro per convincerci a correre subito al cinema come pazzi forsennati, a costo di rimetterci i polmoni, il giorno in cui approderà in sala KILLERS OF THE FLOWER MOON!!!

Chiunque ami davvero il Cinema, non potrà non comprendere. 

L’ultima fatica di uno di quei Maestri che ha reso la Settima Arte immortale, chiamarlo Genio è troppo poco, stiamo parlando di una Pietra Miliare, stiamo parlando di quel ragazzaccio di 80 anni che risponde al nome di MARTIN CHARLES SCORSESE, oramai prossimo agli 81, e che ha ancora e per sempre una voglia matta di realizzare film a tutto andare come un dannato. 

Il Gangster Movie, il Biopic, il Thriller Urbano, il Film Storico e chi più ne ha più ne metta: tutti pensano a Martin e subito pensano ai suoi simpatici mafiosi sanguinari, ma egli è molto più di questo, lui è stato capace di gettarsi a capofitto in qualsiasi genere nella sua carriera, e in ognuno ha saputo trovare sé stesso e quello di cui voleva parlare davvero.

È stato detto più volte come Scorsese abbia raccontato l’America, ma raccontandola lui in realtà ha fatto molto di più, e cioè ha raccontato dell’umano, di come siamo fatti noi, del perché facciamo quello che facciamo. Un narratore universale come ne esistono pochi, un regista brillante che ci ha regalato perle di indubbia bellezza, un cantore di temi straordinari quali Violenza, Peccato, Crimine, Religione, Colpa, Spiritualità, Bene e Male. 

Il suo ultimo canto (per il momento) racconta ancora una volta di quanto brutale e spietato possa essere l’essere umano, narrandoci di quell’America sanguinaria e feroce dei tempi che furono. Anche se forse l’America, e con essa il Mondo, non sono davvero mai cambiati. 

Adattamento cinematografico del lodatissimo bestseller di saggistica scritto dal giornalista David Grann «Gli assassini della Terra Rossa: Affari, petrolio, omicidi e la nascita dell’FBI. Una storia di frontiera», questa epopea scorsesiana vanta un budget di ben 200 milioni di dollari e una durata di 3 ore e 26 minuti. Fosse quasi qualsiasi altro autore si avrebbe paura di una lunghezza così ragguardevole, ma qui si sta parlando di Martin e nel suo caso non vediamo l’ora di godere di ognuno di quei 12.360 secondi.

Siamo negli anni ’20, in Oklahoma, tra gli indiani della tribù della Nazione Osage. La loro è un storia particolare, molto diversa da quella di tutti gli altri nativi americani. Loro vivono in ville galattiche, viaggiano su lussuosissime automobili, possono assicurare ai loro figli la miglior educazione possibile. Sono ricchi sfondati, per farla breve. Sì, okay, ma… per quanto potrà durare? Siamo pur sempre in America, tra uomini violenti e senza scrupoli, quelli di cui ci ha sempre parlato Scorsese.

Presentato fuori concorso al Festival di Cannes 2023 in anteprima mondiale, sono stati nove i minuti di standing ovation da parte del pubblico in sala. È una delle pellicole più attese dell’anno, è il primo film del Maestro Martin da quella sua meraviglia che è stata «The Irishman» (2019) e sarà quasi sicuramente grandissimo protagonista all’edizione dei Premi Oscar targata 2024. 

Se ancora non vi bastano la trama, il budget, la standing ovation a Cannes, il suo ruolo di primo piano ai prossimi Oscar e il sacro nome del sacro Scorsese per convincervi a vederlo, siete folli. Ma vi sono altre due ragioni naturalmente, le abbiamo dette in apertura di questo pezzo: LEONARDO DICAPRIO e ROBERT DE NIRO.

Conoscete l’espressione “attore feticcio”? Quando un autore s’appassiona e “s’innamora” di un attore al punto da inaugurare con lui un lungo sodalizio decennale e da volerlo più volte come interprete nelle sue opere (cinematografiche o teatrali che siano). 

Scorsese ha avuto due attori feticcio in particolare, tra tutti gli interpreti con cui ha lavorato nel corso del tempo: De Niro e DiCaprio. Le migliori performance delle loro carriere, quei due le hanno fatte per Martin. Questi due mostri sacri della recitazione non sarebbero quello che sono oggi, senza Martin. E lo stesso vale per lui: i suoi film sono capolavori eterni e immortali anche perché ha avuto a sua disposizione De Niro e DiCaprio.

Robert conobbe Scorsese nei primi anni ’70 grazie al celeberrimo regista e sceneggiatore Brian De Palma, loro comune amico. Nel 1973 fecero il loro primo film insieme, la pellicola che lanciò Martin: «Mean Streets». Dal ’73 fino al ’95 realizzarono insieme otto film in totale, alcune delle perle più importanti di tutta la Storia del Cinema.

Poi, fino a «The Irishman» nel 2019, non hanno fatto più film insieme per tanto tempo. Ed è allora che Scorsese incontrò Leo, verso il quale nutre per sua stessa ammissione un sentimento paterno. Martin ha tre figlie, ma nessun maschio. Si conobbero in occasione dei casting di un kolossal di leggendaria bellezza quale «Gangs Of New York», in cui peraltro recitò il più grande degli interpreti, il Glorioso DANIEL DAY-LEWIS. DiCaprio è protagonista in ben cinque film scorsesiani tra il 2002 e il 2013.

Ora Bob e Leo, Roberto e Leonardo, De Niro e DiCaprio, finalmente si incontrano. Hanno già fatto un film insieme, nel remoto 1993. Leo non aveva nemmeno vent’anni. Trattasi del non molto conosciuto «Voglia Di Ricominciare», diretto da Michael Caton-Jones. Ma adesso è un’altra cosa. Perché nel frattempo DiCaprio è diventato DiCaprio. Soprattutto, adesso questi due Maestri recitano nei film del Maestro Scorsese, il loro regista, l’Artista Immortale di cui loro sono attori feticcio. 

Eccezion fatta per un piccolo cortometraggio scorsesiano risalente al 2015 intitolato «The Audition», un incontro del genere era da decenni che l’aspettavamo. Simpatico che in questo corto, realizzato con lo scopo pubblicitario di promuovere due casinò, Bob e Leo interpretano sé stessi intenti a contendersi il ruolo da protagonista nel prossimo film di Martin (anche lui attore in quest’opera) prima che giunga un beffardo Brad Pitt a soffiare loro il ruolo. 

Ma non solo i due attori feticcio di Scorsese fanno parte del sensazionale cast di «Killers Of The Flowers Moon»: vi è anche il monumentale e gigantesco BRENDAN FRASER reduce da uno dei trionfi più meritati nella Storia degli Oscar (Miglior Attore Protagonista per il film «The Whale»), il magnetico e fenomenale JESSE PLEMONS, il grandioso JOHN LITHGOW e la nativa americana LILY GLADSTONE che i rumors la vogliono capace di una performance degna della celeberrima statuetta!!!   

L’attesa è spasmodica, la trepidazione a mille, l’hype schizza in alto a livelli vertiginosi: un po’ thriller, un po’ storico, un po’ giallo, un po’ western, un po’ poliziesco, questo «Killers Of The Flower Moon» è prima di ogni altra cosa soprattutto irresistibile genio SCORSESIANO al 100% e a cui quasi sicuramente non potremo non applaudire!!!

Noi lo andremo a vedere nel nostro cinema del cuore ❤️, IL REPOSI DI TORINO IN VIA XX SETTEMBRE 15: ANDATECI ANCHE VOI!!!

Se ami il cinema di Martin Scorsese e i western, allora non potrai non leggere questa nostra Grande Sfida!!!

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Se vuoi leggere un articolo che parla di generi cinematografici, questo è il pezzo che fa al caso tuo!!!

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