DI NICOLO’ CIVERA
E se scappare di casa fosse più difficile che viverci dentro? È questo l’accattivante tema del film “Brick”, girato in Germania. L’opera ci porta nella vita di Tim, interpretato da Matthias Schweighöfer, che abbiamo visto in Oppenheimer, e la sua compagna Olivia, impersonata da Ruby O. Fee (i due hanno una relazione anche fuori dal set); entrambi hanno fatto Army Of Thieves sempre su Netflix.

Questa coppia un mattino si risveglia con le uscite di casa completamente circondate da mattoni neri, impossibili da penetrare, neanche a mazzate. Il film oltre che seguire questa trama, presenta come sottotrama la perdita del figlio di Tim e Olivia*. Insieme cercheranno di scoprire come mai sta succedendo tutto questo, a loro e all’altra egualmente simpatica coppia di vicini di casa, interpretati da Frederick Lau (L’onda, 2008), Sira-Anna Faal (Pauline, 2024) più altri che non nomino per non togliere il piacere della scoperta.

Il regista e sceneggiatore è Philippe Koch, che ha partecipato anche a Tribes of Europa (2021) in tutti e due i ruoli tecnici menzionati prima. Il suo lavoro in “Brick” è buono, da notare soprattutto i dialoghi e le relazioni che riesce a gestire nel film. La fotografia è di Alexander Fischerkoesen (The Frog King, 2008), anche lui ha fatto un buon lavoro immortalando i volti degli attori.

Il filo conduttore del film è ovviamente il mistero e si riesce a capirlo senza troppi giri di parole. Se volete vedere un film simpatico, misterioso e allo stesso tempo triste ma leggero, questa pellicola fa per voi.
*Non è proprio uno spoiler, ma lo scriviamo visto che è un tema difficile per alcuni.
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