DI GIULIA FOSCHI
Il meteorite
La vita è come una melagrana. Bella finché non devi fare il succo.
Regola base: non svelare mai il trucco.
Il quadro è preoccupante, là dentro il museo degli orrori.
Il quadro è tutto grigio, non ci sono più colori.
Grigi i muri, grigie le auto, grigi pure i vestiti.
E l’importante è che ci siamo capiti.
Di questi cuori ribelli assopiti
Di questi occhi brillanti e feriti
Che in fondo restan sempre le solite domande
Da dove veniamo? Dove andiamo? Avrò portato abbastanza cambi di mutande?
Forse un big bang, forse una pioggia di asteroidi dal cielo,
Forse un alieno che sul suo corpo non ha neanche un pelo,
Forse un giardino, un serpente, una mela
Di questa eterna Fratricida parentela
La guerra, la pace,
Gente che muore, gente che nasce
Quanto sono diventata cinica
Quanto sono diventata fisica
E davvero poco spirituale
Mi si è spezzata la mina, come dentro le matite.
Ah giusto devo fare il succo di melagrana, che assomiglia tanto a un meteorite.






