DI ENRICO SALVAGNO
“Buon anno a tutti: sia l’indice di un nuovo sogno”.
UN ANNO SARÀ
“Ancora un anno sarà: a cercare pace, laddove il tuo dolore è un cassetto sgangherato.
Ho colmato di calamite i ricordi, persi nelle strade della vita: affinché io potessi ritrovarmi. Nei tuoi valori. Che tanto incarnavi quando la parola era volto per il cuore. Accanto.
Ho lasciato il cartello sulla strada già bagnata; già soffocata la mia malinconia. Quando al posto di un disegno ho già cercato un segno; “chiave”: è ciò che riporta al bene, è insegnato. Cammino lentamente. Con il fuoco di quello che ho imparato. Anche se i giorni sono solo un susseguirsi, eterno l’attimo in cui nell’anno ho imparato. La forza. C’è un desiderio. La fragilità di una rinuncia. Ricomincia. Ogni anno. Perché avrò cura delle briciole per strada: quale uccello che ora circumnaviga “la piazza grande” farebbe differenza. O pesterebbe il tutto come escremento?! Nella vita tutto conta, senza che ci sia tirannia a fuoco lento. E i bambini sulla piazza seghettata si divertono con poco. Rotolo anche io, come il “Tele”; sfrettato: inseguo i volti che mi hanno lasciato. Ci sarà un anno dove l’armatura è l’insegnamento accanto: sarà d’amore oppure di cemento; sul quale ho sbattuto. Lezione: maturazione”.






