DI SIMONE MASCARELLO
Benvenuti a “Obbiettivo; l’arte di saper guardare”: una rubrica tutta mercuziana che si prefigge il sacro obbiettivo di unire l’amore per il cinema sia al desiderio di ritrarre in fotografia l’ambiente naturale che ci circonda sia alla capacità di rappresentare attraverso illustrazioni e disegni quel che si vuole; ogni pezzo sarà un omaggio ad una diversa pellicola.

Giappone, anni ’60. La storia di oggi parla della piccola Amélie, protagonista di un film d’animazione tratto dal romanzo «Metafisica dei tubi» di Amélie Nothomb. La pellicola racconta l’infanzia di una bambina belga che inizialmente in uno stato “vegetativo” vive come se fosse una divinità imperturbabile per tutti coloro che la circondano; scoprirà il mondo e le emozioni grazie al cioccolato bianco e al legame con la tata giapponese Nishio-san. Il film è un racconto di crescita tra meraviglia e dolore che segna il passaggio dall’infanzia alla consapevolezza con “MOLTA” filosofia.

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