DI SARA MORENA
Buon pomeriggio a tutti, siamo orgogliosi di avervi con noi a questo appuntamento di Side By Side, per parlarvi di un eccezionale film del 2008. Stiamo parlando di WALL·E.

Per la prima volta la Pixar entra pienamente nel mondo della tecnologia, presentandoci uno scenario fantascientifico di un futuro lontano. Siamo nel 2805, la Terra è completamente inquinata e l’umanità vive in un’astronave colossale dove può avere tutto quello che le serve e che le può piacere, in attesa che il pianeta madre venga purificato per potervi tornare.

In questo universo apocalittico sulla Terra dei robot chiamati WALL·E (Waste Allocation Load Lifter – Earth Class) sono stati programmati per la pulizia del pianeta. Il protagonista è uno di essi ed è l’unico che ancora funziona, poiché tutti gli altri si sono disattivati, rendendo impossibile il piano di rimpatrio della razza umana che doveva essere adempiuto entro cinque anni a partire dal 2105. Un giorno, mentre WALL·E svolge la sua solitaria routine quotidiana, incontra la robottina EVE (Extraterrestrial Vegetation Evaluator), venuta dallo spazio, la quale, nel momento in cui il simpatico compagno appena conosciuto le mostra una piantina, la incorpora nel proprio sistema, si disattiva e in seguito viene recuperata dall’astronave che l’ha condotta sulla Terra. Temendo di rimanere di nuovo solo, WALL·E segue EVE e giunge sulla Axiom, l’astronave che ospita gli esseri umani. E da quel momento inizia una serie di peripezie per WALL·E che cerca di ricongiungersi con la compagna e per EVE che tenterà di comunicare al comandante McCrea la sua scoperta. La pianta che la robottina ha incorporato è la prova che la vita sulla Terra è di nuovo possibile, e che l’umanità piò tornare a casa. Però i due robot verranno ostacolati dalle macchine che dirigono la Axiom, le quali hanno ricevuto il comando nel 2110 dal presidente della BnL (Buy n Large Corporation) di far rimanere l’umanità nello spazio, ritenendo che non sia più possibile per gli esseri umani tornare a casa.

La Pixar non si smentisce mai. Come è tipico della casa, ci ritroviamo in una realtà artificiale, con macchine viventi e un mondo tutto tecnologizzato. Del resto la Pixar è nata proprio grazie alla tecnologia. Eppure la stessa casa è in grado di porre delle questioni che inducono a mettere in discussione persino quella tecnologia dalla quale è nata. Nei minuti iniziali, nonostante gli sfondi desolati della Terra ricoperta da colonie di discariche, sembra che l’umanità abbia speranze, dato che vive in un comfort che risulta momentaneo, fino a quando non scopriamo che quei cinque anni di pausa dalla vita terrestre sono diventati sette secoli. Ma non è questo a rendere drammatica la vita artificiosa del film, lo è il fatto che gli esseri umani sono diventati dei bambinoni in sovrappeso che vivono nell’agio assoluto, non sono più in grado di badare a sé stessi e hanno dimenticato i reali piaceri (pensiamoci: non si sanno guardare intorno, oppure consultare un manuale cartaceo, hanno persino perso la cognizione del tempo e non sanno che vivono nello spazio da 700 anni, invece di cinque come doveva essere, non si ricordano neanche dei loro rapporti umani).

Il mondo di WALL·E è certamente una realtà triste e inquietante, che ancora prima dell’esplosione del fenomeno degli smartphone ha anticipato la facilità con cui l’uomo può diventare dipendente dalla tecnologia. Essa è uno strumento che può essere utile, ma nonostante sia la tecnologia lo strumento, finiamo col diventare noi stessi strumenti. Di questo l’esempio più esplicito è Matrix, nel cui universo gli umani vengono coltivati dalle macchine come fonte di energia. Da notare, inoltre, i riferimenti a 2001: Odissea nello Spazio e Star Wars. Nonostante il comfort a cui si è abituata, l’umanità dimostra di non aver dimenticato da dove viene e nemmeno ha perso la speranza di tornare a casa. Il comandante McCrea è il primo a vedere una possibilità quando scopre la piantina raccolta da EVE, e nonostante capisca l’atroce verità da cui la sua razza è stata tenuta all’oscuro, non piega la testa di fronte all’ammutinamento delle macchine ed è invece il primo a ribellarsi. Il comandante avrebbe potuto scegliere di continuare a vivere nella comodità e adagiarsi sulla bugia che lo ha sempre fatto andare avanti, usando il proprio potere per controllare gli abitanti della Axiom, invece sceglie di inseguire l’obiettivo iniziale della BnL combattendo contro il robot AUTO, e nel farlo riesce ad alzarsi in piedi malgrado l’obesità, imparando a camminare con le proprie gambe. Grazie al comandante e ai robottini WALL·E e EVE il progetto di ritorno sulla Terra si realizza e l’umanità ricomincia da capo, imparando l’agricoltura e facendo rinascere la civiltà sul pianeta.

WALL·E è un film di carattere post apocalittico che nonostante questa impronta drammatica riesce ad avvicinarsi sempre al pubblico infantile, iniziandolo ai temi delicati che presenta anche attraverso gli omaggi ai più noti film fantascientifici. Anche nei tempi odierni, che sono sempre più tecnologizzati e in cui la gente inizia a fare affidamento sulla AI, è un ottimo spunto di riflessione che ci spinge a non abusare degli agi tecnici e mantiene vivo il ricordo di chi siamo.


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