OH, OH, OH: La Grande Sfida Natalizia!!!

DI ALBERTO GROMETTO

Quella del Natale, che piaccia o meno, è probabilmente la festività più conosciuta al mondo. Credente o meno, in attesa di Santa Claus oppure no, amante delle decorazioni o suo fervente oppositore, il 25 Dicembre è diverso da qualsiasi altro giorno del calendario, per chiunque. Non ci puoi fare niente: l’importanza delle sue tradizioni è talmente radicata in Noi e nella nostra cultura, che qualora lo odiassi alla fine ti ritroveresti comunque a celebrarlo, in un modo o nell’altro. Ogni 365 giorni. E del resto il Natale, poi, non è mica solo il 25 Dicembre: ogni anno parte prima, ormai appena termina Halloween zucche e fantasmini vengono messi da parte per far spazio a renne ed elfi. È diventato talmente “lungo” il Natale che ormai dura come minimo due mesi.

Tuttavia, a conti fatti, io trovo sia in qualche modo e in qualche forma rassicurante sapere che qualsiasi cosa succeda nel corso dell’anno, catastrofi o guerre o carestie che siano, pandemie o epidemie o qualsiasi altro -emie volete, a prescindere da tutto, ecco che giungerà: Il Natale. E non sarà perfetto. E non sarà magari nemmeno felice. Forse ti ritroverai a pensare a quello che non hai più. A chi non c’è più. Però ci saranno le luci, la neve, i regali. E sì, non saranno la stessa cosa. E forse in realtà mancheranno pure loro. Le luci, la neve e i regali. Ma vi saranno le tradizioni. Vi sarà comunque il Natale. Perché nessuno lo può fermare, questo l’ha imparato pure il Grinch. Il Natale arriverà sempre, e starà solo a Te saperlo accogliere.

Oggi, sul Grande Ring della Nostra Grande Sfida, a fronteggiarsi sono proprio due modi diversi di vivere e accogliere il Natale: due grandi tradizioni natalizie a confronto, due differenti riti, due tipi di Arte che meritano di essere considerate tali.

Da una parte gli Alberi di Natale, con le loro mille e più decorazioni e lucette e palline!!!

(L’Albero di Natale a Rockefeller Center a New York, il più celebre albero natalizio al mondo)

Dall’altra i Pupazzi di Neve, con le carote al posto del naso e i bottoni a fare da occhi!!!

(L’iconico Pupazzo Di Neve Frosty)

Due Arti antichissime, che vantano una tradizione centenaria, che chiunque associa subito al periodo natalizio!!!

L’Albero di Natale, prima di essere tale, era considerato “del Paradiso” ed era addobbato con nastri e fiocchetti e campanelle. Le lucette ancora non c’erano, certo, ma al loro posto piccole fiaccole lo rischiaravano. Quelle stesse fiaccole che andavano a simboleggiare le anime. Una tradizione che si deve ai Celti, i quali durante il solstizio d’inverno erano soliti tagliare i summenzionati alberi e portarseli a casa. Oltre che fra loro, tale costume era in voga anche tra numerose popolazioni nordico-europee: i loro Alberi cosiddetti “cosmici” erano ornati con i simboli del Sole, della Luna, delle Stelle, degli Astri e pure dei Pianeti.

Particolarmente usati erano gli abeti, siccome non perdevano mai le foglie nemmeno durante il glaciale periodo invernale. Non a caso secondo i fieri Germani l’abete era consacrato al sapiente e saggio e sagace Odino, Signore della Sapienza e Sommo Conoscitore di tutte le Arti, oltre che personificazione dell’Essenza del Tutto e sua sorgente, in quanto il più antico tra le divinità. L’abete trasportato a casa veniva successivamente decorato con frutti che dovevano stare ad indicare il prossimo futuro ritorno della fertilità primaverile.

L’orgoglioso e grandioso popolo di Roma, invece, era solito decorare le proprie dimore con rami di pino. Poi arrivò il Cristianesimo. La Chiesa dapprima vietò severamente l’esistenza dell’Albero di Natale, la cui tradizione venne bollata come eretica e pagana. L’agrifoglio piuttosto, scelto per simboleggiare le spine della corona di Cristo, con le sue bacche rosse che indicano le gocce di sangue fuoriuscenti dal capo di Gesù, divenne il “nuovo Albero di Natale”. Diciamo quello approvato dal Papa. Se a tutto questo si aggiunge il fatto che l’agrifoglio è triangolare, esso venne pure considerato metafora della Trinità. A partire dal Medioevo, la Chiesa si approprierà dell’Albero di Natale, al punto che oggi uno dei più famosi si trova nel cuore della cristianità, e cioè Piazza San Pietro a Roma. Già dal 1400 nacque l’abitudine, diffusasi poi in tutta Europa, di allestire Alberi Natalizi di carattere pubblico.

(L’Albero di Natale in Piazza San Pietro a Roma)

Quella di fare Pupazzi di Neve è un’Arte decisamente più giovane. L’usuale pratica e il costume di realizzare figure simil-uomo con la neve durante il periodo invernale ha origini meno chiare. Grazie ad un altro tipo di Arte, quella pittorica conservata nei musei e nelle gallerie, possiamo però dare per assodato che già nel Medioevo questa gloriosa e amorevole tradizione era diffusa e strenuamente portata avanti ogni inverno: emergono infatti numerosissime testimonianze che attestano la presenza di altrettanti Pupazzi di Neve.

Il primissimo documento che comprova la loro esistenza risale al 1380 e si tratta di un’illustrazione ai margini di un cosiddetto «Libro delle Ore», manoscritto devozionale di matrice cristiana in cui son contenuti salmi, preghiere e miniature. La sua scoperta la si deve allo scrittore Bob Eckstein, padre del libro “La Storia del Pupazzo di Neve”. Quasi cinque secoli dopo quel primo documento, venne invece scattata la prima fotografia ad un Pupazzo di Neve: era il 1853 e fu Mary Dillwyn, fotografa gallese, l’autrice.

Questo per quanto riguarda la Storia di queste due nobili Arti. Potremmo stare ore a parlare della pratica e di tutte le tecniche dietro ognuna di loro. Dalla scelta di quale albero portare a casa fino ad arrivare al tipo esatto di neve da usare per il proprio Pupazzo. È infatti attraverso la pratica, la tecnica e la dedizione che è possibile parlare di autentica passione.

Un esempio illustre sia in un caso sia nell’altro? Tra gli Alberi di Natale, indubbiamente il più celebre è quello del ROCKEFELLER CENTER a New York. Tra i Pupazzi di Neve, il simbolo è senza ombra di dubbio diventato FROSTY.

Se ci pensate Alberi di Natale e Pupazzi di Neve si sono ripetuti e succeduti nel corso dei secoli, ma son sempre stati differenti. Eppure si tratta solo di un albero da una parte e di un po’ di neve dall’altra. Ciononostante, l’Essere Umano è riuscito a realizzare Alberi Natalizi e Pupazzi di Neve molto diversi tra di loro, ed è lì che sta la vera Arte: nel saper prendere qualcosa che è nei fatti molto semplice, e realizzarci meraviglie mai uguali, nel tentativo ogni anno di sorprendere e di farci ricordare chi siamo. E noi siamo persone che di fronte ad un Albero di Natale oppure ad un simpatico Pupazzo di Neve, non possono fare a meno di esclamare: Natale!

E del resto lo scopo dell’Arte è proprio quello di comunicare qualcosa che riguarda noi umani a noi umani. Siamo stati noi ad aver addobbato i primi Alberi Natalizi e realizzato i primi Uomini di Neve. Dunque direi che sì, queste non possono che essere chiamate “Arti”. Quale la migliore? Sta allo Spirito Natalizio di ognuno di Noi scegliere la sua preferita.

Buon Natale, e Felice Anno Nuovo!!!

Se vuoi leggere di un’altra nobile Arte legata ad un’altra festività, prendi un uovo e incomincia a decorarlo… e naturalmente clicca qui!!!

Se ami il Natale e il Cinema, leggiti questo!!!

Se invece vuoi leggere un articolo che non c’entra un emerito tubo con quello di cui hai appena letto, pigia qua!!!

Mercuzio and Friends è un collettivo indipendente con sede a Torino.

Un gruppo di studiosi e appassionati di cinema, teatro, discipline artistiche e letterarie, intenzionati a creare uno spazio libero e stimolante per tutti i curiosi.

Scopri di più →

GO TO TOP