I ruggenti anni ‘20 tra orologi radioattivi e la nascita della malattia professionale: il caso delle radium girls.

DI LAURA PICCIONE

Intorno al 1917 nella cittadina di Orange, nel New Jersey, ebbe inizio la lunga sfortuna di un gruppo di lavoratrici, noto come le ragazze del radio, o ghost girls. Il radio era stato scoperto solo circa venti anni prima grazie a Marie Curie e Pierre Curie, e tutti i suoi effetti non erano del tutto noti: dal momento che la radioterapia si era rivelata utile e meno invasiva di altri trattamenti volti a curare il cancro, molti ritenevano che fosse davvero un elemento dalle proprietà miracolose, da qui la messa in commercio di svariati prodotti contenenti radio, dal dentifricio a prodotti di cosmetica. 

Alcuni esempi? Il Dentifricio Doramand 1940-1945 recava sul retro del tubetto la seguente descrizione: Cosa fa Doramad? Attraverso la sua radioattività, aumenta le difese di denti e gengive. Le cellule sono cariche di una nuova vigorosa energia vitale, che inibisce i batteri nella loro capacità distruttiva. Da qui lo squisito effetto preventivo e curativo sulle malattie gengivali. Lucida lo smalto al bianco più morbido e brillante. Previene l’avvicinamento del tartaro. Buona schiuma, gusto nuovo, gradevole, dolce e rinfrescante. Da usare ampiamente.

L’azienda Tho-Radia, che si dedicò alla produzione di cosmetici tra il 1932 e il 1968, confezionò fino al 1937 rossetti, creme e saponi contenenti torio e radio.

Tornando alla storia di queste donne, tutto ebbe inizio quando cominciarono intorno al 1917 a lavorare per la United States Radium Corporation, impresa fondata nel 1914: il loro compito era dipingere a mano i quadranti degli orologi fabbricati da tale compagnia, la cui peculiarità era la capacità di illuminarsi al buio, grazie alla vernice radio luminosa. Durante le loro lunghe ore di lavoro, mescolavano colla, acqua e radio in polvere per ottenere il composto finale: erano solite umettare la punta del proprio pennello in pelo di cammello con la lingua, per garantire un tratto ancora più preciso e sottile nel tracciare i dettagli. La retribuzione era di circa un centesimo e mezzo per ogni pezzo: ogni giorno dipingevano circa 250 quadranti, ingerendo minuscole parti di radio, incoraggiate dalle rassicurazioni circa la sicurezza della vernice.

Cosa poteva mai succedere?

Il soprannome di ragazze “fantasma” venne affibbiato alle operaie proprio a causa dell’esposizione duratura e giornaliera al radio, che rendeva luminescenti i loro vestiti e la loro pelle: alcune donne non si limitavano alla decorazione degli orologi e addirittura applicavano questa soluzione sulle unghie o sui denti per ottenere dei sorrisi “radiosi”. Furono i dentisti a notare le prime conseguenze negative: le ragazze, infatti, iniziarono ad avvertire dolore ai denti, che progressivamente cadevano, lasciando ferite aperte e ascessi non in grado di rimarginarsi. Ma i danni iniziavano appena a sfiorare la superficie: le lavoratrici iniziarono a sviluppare anemia e a riscontrare perdita del ciclo mestruale e conseguente sterilità. Tra i sintomi più grotteschi, una progressiva osteoradionecrosi della mascella, oggi chiamata radium jaw: le radiazioni danneggiavano i vasi sanguigni delle ossa mascellari, moltiplicando la possibilità di infezioni nella zona.

Nel 1921, quando morì la prima impiegata, Amelia Maggia, la mascella le si staccò del tutto dal viso: la malattia venne individuata solo un anno dopo dal dottore H. S. Martland, che determinò come causa a monte l’ingestione di radio, anche se ciò non fermò il fenomeno dal ripetersi, tanto che nel 1932 un golfista americano, Ebem Byers, subì la stessa sorte in seguito all’assunzione in grandi dosi di un medicinale radioattivo chiamato Radithor.

Amelia Maggia aveva lavorato per quattro anni per la compagnia, dal 1917 al 1921, quando morì aveva solo 25 anni; purtroppo le morti che seguirono furono di ragazze ancora più giovani: Helen Quinlan aveva 21 anni e aveva lavorato per circa venti mesi nella ditta, Irene Rudolph era solo di un anno più grande ed era stata assunta due anni e mezzo prima. Davanti a questi casi, la United States Radium Corporation si rifiutò di riconoscere che le morti fossero dovute al contatto con il radio, e i sintomi vennero piuttosto attribuiti alla sifilide. Lo stesso inventore della vernice al radio, Dr. Sabin Arnold von Sochocky, morì nel novembre del 1928 a soli 45 anni come sedicesima vittima dell’intossicazione provocata dalla pittura radio luminosa: come negli altri casi i denti erano caduti, mentre le radiazioni avevano colpito non la mandibola ma le dita della mano.

A Flora Grazia Fryer, la prima che originariamente intentò il processo al datore di lavoro, si aggiunsero pure le operaie Edna Hussman, Katherine Schaub e le sorelle Quinta Maggia McDonald e Albina Maggia Larice: il processo si risolse nel 1928, con un risarcimento di $10.000 (equivalente a $137.000 nel 2014) e una rendita vitalizia di $600 annuali (pari a $8.200 nel 2014), più le spese mediche e legali a carico della società. Questo caso ebbe grande riscontro nei media del tempo e aiutò lo sviluppo di una maggiore sensibilità per i diritti dei lavoratori, in particolare per la “malattia professionale” e il diritto dei dipendenti di citare in giudizio le aziende per i danni subiti: gli operai furono provvisti di misure di sicurezza adeguate, che proteggevano dall’ingestione o dall’inalazione di radio, tuttavia esso continuò ad essere utilizzato per la decorazione degli orologi fino agli anni ‘60.

Se i diritti delle persone ti interessano e costituiscono un argomento che ti sta a cuore, pigia qui sopra!!!

Qualora desiderassi leggere un articolo che parli di desideri, desidera cliccare qui sopra!!!

Se vuoi leggere qualcosa che non c’entra un emerito tubo con quello di cui hai appena letto, premi qua!!!

Mercuzio and Friends è un collettivo indipendente con sede a Torino.

Un gruppo di studiosi e appassionati di cinema, teatro, discipline artistiche e letterarie, intenzionati a creare uno spazio libero e stimolante per tutti i curiosi.

Scopri di più →

Carrello Close (×)

Il tuo carrello è vuoto
Sfoglia negozio
GO TO TOP